Non ci resta che votare: istruzioni per l’uso

Il 24 e 25 febbraio ci tocca andare a votare. Mediante il caro vecchio Porcellum, si rinnovano (?) i due rami del Parlamento, decidendo così le sorti del paese.

Totò_vota-Antonio-La-TrippaSe risiedete stabilmente in Italia, vi basterà sacrificare un po’ di tempo tra le 8:00 e le 22:00 della domenica o tra le 7:00 e le 15:00 del lunedì e recarvi al seggio della vostra circoscrizione di appartenenza, muniti, come sempre, di carta d’identità e scheda elettorale. Se, invece, vi trovate all’estero – magari in cerca di quel futuro che il vostro paese non è in grado di assicurarvi – le cose si complicano. Se risiedete in un paese straniero e siete regolarmente iscritti all’AIRE (l´anagrafe della popolazione italiana residente all’estero), il Consolato competente vi invierà tramite posta un plico contenente le istruzioni al voto e la scheda elettorale. Una volta espressa la preferenza, la scheda dovrà essere rispedita al Consolato, avendo cura che arrivi entro il 21 febbraio. Tuttavia, se vi trovate all’estero per un periodo di tempo limitato e non avete, dunque, formalizzato l’iscrizione all’AIRE, non vi resta che cominciare ad informarvi sulle tariffe dell’aereo o del treno che vi riporterà in terra natia. In questo caso, infatti, non avete diritto di votare su suolo straniero e le sole alternative possibili sono ritornare in Italia o rinunciare al voto. Se state pensando alla possibilità di un’iscrizione “dell’ultimo minuto” nei registri dell’AIRE per aggirare il problema, rinunciatevi: il procedimento prende non meno di 180 giorni e dipende dalla velocità della risposta del Comune di residenza italiano. Ma non fatevene una colpa, non siete voi in ritardo: quest’anno mancavano fin dall’inizio “i tempi tecnici”, considerando che la data delle elezioni è stata ufficializzata solo lo scorso 22 dicembre. La legge italiana, inoltre, non prevede nessun’altra possibilità di “voto a distanza” – eccezion fatta per militari o detentori di missioni estere temporanee – e non contempla in alcun modo la delega. Senza voler aprire la pur legittima polemica sul diritto di voto degli stranieri residenti nel nostro paese, la procedura di voto in Italia risulta, dunque, alquanto elitaria e selettiva anche per gli stessi cittadini italiani. Eppure in altre nazioni europee il sistema sembra essere molto più semplice ed accessibile. Basti pensare ai cittadini spagnoli che possono votare in terra straniera anche quando si trovano solo temporaneamente all’estero e non necessariamente per motivi di lavoro o studio; o si può prendere ad esempio il sistema francese che consente ad ogni cittadino di delegare al voto un qualsiasi altro elettore, per un impedimento di qualsiasi tipo, compresa un’assenza per le proprie vacanze.

Detto ciò, non ci resta che votare.. sperando poi di non dover piangere! L’importante, comunque, è esprimere la propria preferenza, decidendo – nonostante le difficoltà e gli impedimenti burocratici – di non rinunciare a quello che è e resta un diritto fondamentale.

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