“Signore & Signori: The Unofficial Festival della Canzone Italiana può cominciare!”

Mmm mmm mmm mmm mmm mmm mmm mmm” (Mmm Mmm Mmm Mmm, Crush Test Dummies)

 shhhhh… shhhhh… bocca chiusa.

shhhhh… shhhhh… è il giorno del silenzio elettorale… shhhhh… non dite niente, non fate niente, non respirate, trattenete il fiato.

Apnea.

Il silenzio degli innocenti.

Appunto per questo parlerò di elezioni.

Avrei potuto buttar giù la ricetta del tiramisù con più mascarpone e meno cacao; o darvi le previsioni meteo per i prossimi giorni, variabile con sole a tratti, potrebbe piovere, se non avete un cazzo da fare restate a casa davanti alla tivvvù, s’il vvvous plaît.

Del resto in Italia funziona così, c’è sempre una ricetta del tiramisù per tirarti su dalla noia della quotidianità, distrazione media, distrazione dei media, distrazione di massa, massa, massaie e casalinghe di Voghera.

Dacci oggi il nostro Masterchef quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti…”

Duemila miliardi di euro.

Come possa un Paese accumulare duemila miliardi di euro di debito ed essere ancora in piedi fingendosi bello e profumato, ha una sola spiegazione, tautologica: succede solo in Italia, baby!

E’ questo il vero dramma: per quanto possano spingerci in basso, per quanto possano tentare di farci annegare in ogni modo, non affonderemo mai. Abbiamo quel qualcosa in più che nessun altro al mondo ha, una forza interiore che chi ci osserva dall’esterno non potrà mai comprendere fino in fondo. E badate bene, non è retorica questa, è la storia degli italiani, nel sangue abbiamo qualche virus e qualche anticorpo in più.

Ho visto e vissuto le elezioni in altri Paesi: in Francia, in Inghilterra, persino in Irlanda del Nord sono più rilassati. Qui in Italia, invece, ci ubriachiamo, perché siamo fatti così, se dobbiamo attaccarci l’un con l’altro, attaccarci a qualcosa, attaccarci alla bottiglia, almeno ce la dobbiamo scolare fino in fondo.

Gli italiani sono dei lucidi ubriachi.

Per questo, ubriaco di palchi, soppalchi, contropalchi e contropalcotti, sono qui a dire un paio di banalità anch’io, tanto per partecipare a questo unofficial Festival della Canzone Italiana, dove ognuno tira fuori la sua canzoncina per il pubblico da casa.

Devi cantare picciotto!”, sputar fuori la verità.

La verità. Ecco, adesso, è il momento della svolta. E’ sempre il momento della svolta, o forse lo è per davvero. Ma no, balle. Invece ti dico di sì. E quello cos’ha fatto per noi? Niente. No, tutto. Tutto e il contrario di tutto, ottut, o tutto o niente.

E’ schizofrenia allo stato puro, schizofrenia di Stato, ho la testa che mi gira, e gira tutto intorno alla stanza, mentre si danza. Daaanzaaaaa!!!

E allora balliamo, siamo qui, apriamo le danze, e vediamo cosa ne vien fuori.

Io ho ancora voglia di ballare, e voi?

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O mi si ama o mi si odia.
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