Il baro e il baratto

“… potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo con una scatola di legno che dicesse ‘Perderemo’…” (Amico Fragile, Fabrizio De André)

Oggi ripensavo ai tempi della sezione, sezione ottagonale, ognuno con un’idea diversa dall’altro, eppure eravamo sempre assieme, nello stesso partito, stesso spartito, ormai sparito, pensiero unico, monolitico, dissolto nel tempo.

Un partito che un tempo era quello di Berlinguer, del ’68, e dell’opposizione dura e pura, falce e martello, martelletto, per misurare i riflessi, vedere se sta in piedi questa mega baracca di solidarietà e libertà allo stesso tempo.

La chiamano “Utopia” questa baracca.

Ma, in fondo, non sono mai stato comunista, almeno io, nell’animo.

E’ inutile stare qui a prenderci per il culo, siamo un po’ tutti figli di Hollywood, fast-food, patatine fritte e Coca-Cola.

Cola di Rienzo, la guerra dei tribuni del popolo.

And now, ladies and gentlemen, è Hola-Hola, è Renzi, l’uomo dalle mille virtù nascoste, nascoste molto bene!

La gente si è ridotta a vedere in questo omino plastificato, Giorgio Gori in salsa democratica, la salvezza del Paese che fu di Leonardo e Giotto.

Dal campanile di Giotto si calerà in sella al suo bianco cavallo alato e ci darà pace e benessere, pane e companatico, pane e competenze, pane, Canale 5 e Striscia la Notizia. Un esserino che striscia nella disfatta del suo partito, come un serpente a sonagli.

Ecco, provo a sognare, ripenso a tutte quelle piccole cose che facevamo in sezione: campagne di autofinanziamento, spettacoli improvvisati, la torta della mamma per la festa in piazza, e poi in giro su una 500 tutta scassata, il finestrino che non si abbassa, 40 gradi all’ombra in piena estate, il megafono rotto, quella orrenda musica indiana a fare da base, e poi le riunioni in sede, facciamo questo, facciamo quest’altro…

“Cambieremo il mondo! Cambieremo il mondo!”

Ricordo ancora un comizio, io e Vendola sul palco, ascoltavo le sue parole, e guardavo la platea, che ci credeva, ci credeva veramente, cazzo! Glielo leggevi negli occhi, a questo popolo, il popolo italiano, che vive d’illusioni e ricordi ormai spenti.

Come me, adesso.

E invece questo popolo è pronto a concedersi anima e corpo al primo venditore di tappeti che suona alla porta, è un popolo al tappeto, o al tappetto, al nano, al fano, fanalino di coda.

Titoli di coda.

Sipario.

Annunci

Informazioni su yakumo

O mi si ama o mi si odia.
Questa voce è stata pubblicata in 365puntidivista e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...