I(r)responsabili

Sono cresciuto nella Sinistra Giovanile, dunque i giovani degli allora DS e avevo l’orticaria per il partito in cui militavo, perché sistematicamente ogni scelta compiuta andava esattamente nella direzione opposta rispetto a quella che un normale partito di sinistra avrebbe dovuto prendere, su tutto: dall’articolo 18 all’istituzione dei moderni lager, i Centri di Permanenza Temporanea, creati dalla allora Legge Turco-Napolitano; dalla legge sul conflitto di interessi, che è la vera spada di Damocle pendente su questo Paese politicamente immobile da 20 anni, all’incandidabilità di Berlusconi mai votata per 5, dico 5, volte dall’allora PDS/DS/PD.

Voto quasi da 12 anni e non sono mai, e dico mai, riuscito a votare il Partito dal quale credevo di essere rappresentato.

Un partito prostrato e genuflesso alla Chiesa, e io sono un anti-clericale convinto, un partito che supporta il finanziamento alla scuola privata mentre la pubblica va a pezzi sotto i nostri occhi; che non batte ciglio sull’inconcepibile nomina degli insegnanti di religione da parte dei vescovi; che vota l’esenzione IMU per gli enti ecclesiastici mentre avalla quella sui “normali” cittadini; che vota i finanziamenti ai giornali cattolici (e non); che permette che l’8×1000 non dichiarato finisca comunque nelle mani della Chiesa per via della spartizione delle relative quote non assegnate; che un vescovo di qua, e un prete di là, una fiction sui santi e una sui beati; che non denuncia a dovere la pedofilia dilagante nel clero, sempre pronta a sperticati applausi a un Ratzinger imputato per ostruzione alla giustizia in un processo per pedofilia in Texas e che, per via dell’elezione al soglio pontificio, ha beneficiato dell’immunità diplomatica per non essere estradato, neanche fosse un boss della Mafia newyorkese. Ratzinger dunque, cioè l’artefice dell’occultamento delle denunce per pedofilia nella Chiesa avendo guidato la Congregazione per la Dottrina della Fede fino a prima della nomina papale; e potrei continuare all’infinito.

Il conflitto d’interessi.

Il conflitto d’interessi, badate bene, non è esclusiva di Berlusconi, quest’affarista senza scrupoli protetto da 30 anni, prima dal PSI, da Craxi con la Legge Mammì e più avanti dal PCI nella figura di Veltroni, l’uomo dei poveri, il protettore degli oppressi, l’“africano medio”; non è solo 20 anni di storia gettati al vento in palese violazione di una legge dello Stato sulle concessioni televisive e l’incandidabilità dei detentori delle stesse.

Diciamo le cose come stanno, NON HANNO VOLUTO fare una legge sul conflitto d’interessi, e sono riusciti nell’impresa di lasciarla in mano al partito guidato dal soggetto/oggetto del principale conflitto d’interessi vigente.

Ma “conflitto d’interessi” non è, come dicevo, “solo” Berlusconi: è doppi e tripli incarichi; è il sistema delle scatole chiuse in Borsa con cui controllare con meno dell’1% la più grande azienda di telecomunicazioni d’Italia, Telecom, dopo averla spolpata dall’interno, e con un’OPA senza capitali con il beneplacito dell’allora governo di centro-sinistra; è la Rai occupata militarmente dalla partitocrazia con raccomandati a destra e a sinistra; è le concessioni a quote ridicole (l’1% del fatturato) stabilite per l’allora Fininvest da D’Alema, quando la media dei Paesi europei va dal 30 al 40% del fatturato medesimo, e non comporta di certo l’omaggio di 3 frequenze nazionali, soprattutto!

Conflitto d’interesse è una TAV appaltata alle solite aziende, ben note cooperative del settore che in un anno e mezzo sono riuscite a scavare meno di 30 metri di tunnel, un’opera mastodontica che butta dalla finestra 24 miliardi di euro militarizzando una valle intera per trasportare i camion sui treni merci, con esperienze simili, ad esempio in Germania, che si sono rivelate fallimentari, anche solo per il fatto che la relativa manutenzione dei binari ha dei costi folli. E mentre Bersani, il responsabile part-time, scrive l’introduzione di “Sì TAV”, a Bologna la polizia mena a manganellate i collaboratori Coop che esercitano il loro sacrosanto diritto di sciopero.

Ah no, quelli non possono scioperare, sono autonomi.

Per non parlare del caso Fiat, un caso che dura da più di 30 anni a dire il vero, con la FIOM de facto abbandonata a sé stessa per osannare i Marchionne, e le fantasmagoriche, ad litteram, “Fabbriche Italia”.

Conflitto d’interessi è Bersani che si fa finanziare la campagna elettorale del 2006 per 98000€ dai Riva, indagati per associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientale, emissione di sostanze nocive e avvelenamento da diossina di sostanze alimentari, per poi divenire Ministro dello Sviluppo Economico, il Ministro dell’Industria per l’appunto, ruolo tra l’altro già ricoperto nel Prodi I.

Traduzione: tu mi finanzi la campagna elettorale, vado al Governo e poi io finanzio te a spese dei contribuenti.

Conflitto d’interessi è spolpare una banca, MPS, tramite una Fondazione che ne deteneva la proprietà al 55% e con un consiglio di amministrazione di 16 membri nominato in maggioranza assoluta dai partiti: 5 dal Comune di Siena, 5 dalla Provincia di Siena, 3 dalla Regione Toscana, tutti ad appannaggio da decenni del PDS/DS/PD et similia. Una banca che deteneva un patrimonio di 20 miliardi di euro, e ora ne conta 1/10 dello stesso, con i risparmiatori che hanno comprato le azioni a 5€ e se le ritrovano a 0.19, e che hanno visto volatilizzarsi in un fiat i risparmi di una vita, le loro pensioni. E attenzione, non parliamo di affaristi o di chissà chi, parliamo di semplici dipendenti e normali correntisti. E, guarda caso, si scopre che MPS ha fatto rientrare capitali depositati illegalmente all’estero grazie allo scudo fiscale al 5%, il cui voto passò in aula per via delle casuali assenze di 24 eletti del PD, che “non sapevano nulla” (così dichiararono senza alcuna vergogna) dell’importanza della votazione stessa.

E questi sarebbero i “responsabili” cui dare fiducia?

PS: non una parola, dico UNA, sul conflitto di attribuzioni scatenato da Napolitano contro i PM di Palermo, sulla cui gravità ci sarebbe da parlare per pagine e pagine; in compenso, il PD ha votato compatto la cosiddetta “Legge Anti-corruzione” dell’attuale Governo in carica che, riducendo la prescrizione del reato di “concussione per induzione” da 15 a 10 anni, ha prescritto i reati per i coimputati di Penati, l’ex Presidente della Provincia di Milano (allora DS-PD): prescrizione per le tangenti per la riqualificazione dell’area Falck, prescrizione per quelle sugli appalti della ex Marelli, prescrizione per le consulenze fittizie alle cooperative rosse. E Penati sarà il prossimo a beneficiarne. E ora parlano di inasprire di nuovo i reati per concussione e corruzione, dopo aver loro stessi abbassato la soglia della prescrizione per un loro ex-iscritto e i suoi collaboratori della stessa parte politica.

Della serie: “Ti piace vincere facile?”.

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O mi si ama o mi si odia.
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8 risposte a I(r)responsabili

  1. ariel54 ha detto:

    Analisi impeccabile. Il bello (ovvero, brutto) è che si potrebbe continuare a lungo… Ad esempio, dov’era il PD quando venne approvata questa oscena legge elettorale? A fare una opposizione “soft”, di pura facciata, ben sapendo che avrebbe fatto tanto comodo anche a chi – in apparenza – la deprecava…

    • yakumo ha detto:

      ti ringrazio ^^ effettivamente hanno avuto non solo l’ultimo anno e mezzo per fare una legge elettorale come si deve, ma decenni aggiungerei.. e mai un “abbiamo sbagliato”, mai un’autocritica.. la colpa è sempre degli altri alla fine.

  2. cibal ha detto:

    E questi sarebbero i “responsabili” cui dare fiducia?

    Questa frase esemplifica un trend abbastanza tetro ed infelice. Il problema è che la generalizzazione non è stata utile a questo paese. Le cose che hai elencato le sottoscrivo in toto, tutte senza esclusioni, ma non mi sento di condannare tutti, proprio tutti quelli che sono in un partito. Il problema è la dirigenza di questi partiti, il PD anche se mostra accenni visibili di democrazia è costruito per creare obbedienza da parte dei suoi adepti e quindi non si genera un processo di critica anche formativa in questo caso. Il problema è che l’uomo politico italiano in questi ultimi 20 anni non ha mai amato prendersi le responsabilità e si è gongolato nello scarso interesse dei cittadini nei loro confronti, il tutto ha portato (anche con nostra evidente colpa -io me ne tiro fuori perchè troppo giovane in questi 20 anni) ad un collasso democratico. Ora il problema era scegliere di sovvertire tutto ad occhi chiusi e quindi non sapendo a chi ci si affidava (un Casaleggio qualunque, un Grillo urlante) oppure sperare in un rinnovamento sostanziale della classe dirigente politica. Il problema è che chi ha scelto di votare ad occhi chiusi per sovvertire tutto ora se ne sta pentendo perchè le intenzioni del consenso al 100% professate da chi vuole bruciare tutto ci fanno ricordare un altro ventennio…un pò oscuro e si spera un bel pò remoto…
    Comunque ottimo articolo. Bravo.

  3. gregorybateson ha detto:

    ecco perché PDL e PDmenoL…

  4. fausto ha detto:

    “…Bologna la polizia mena a manganellate i collaboratori Coop che esercitano il loro sacrosanto diritto di sciopero….”.

    Sapevo che eravamo messi abbastanza male, ma con questa direi che è ufficiale: siamo messi malissimo.

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