LA FABBRICA DEI SOGNI

Buon venerdì a tutti cinefolli o cinefili? Bè se parliamo di follia cinefila, allora questa ci sta a pennello: quante volte vi sarà capitato di fare zapping in TV prima di andare a letto e di beccare, proprio mentre stanno per chiudersi gli occhi, quel film che avreste tanto voluto vedere da tempo? O semplicemente un film che amate e che rivedreste centinaia di volte? Bè…A quel punto un cinefolle non va a letto, ma resta davanti alla TV e guarda il film fino alla fine, perchè in tal caso il sogno prevale sul sonno, c’è poco da fare.

Questo è stato proprio quello che mi è successo qualche sera fa quando, poco prima di andare a letto, mi compare la sigla di apertura di un film stravagante ed eccentrico che mi ha come chiamato e attratto con la sua melodia inconfondibile:

https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=zP6t2uMwxEs

Non ho potuto resistere. Ovviamente, sto parlando di “Four Rooms”, un film appetitoso in quattro gustose portate o episodi.

Una pellicola del 1995 dove quattro sono i registi che si lanciano nella realizzazione di un episodio ciascuno, un totale di quattro bizzarre avventure. Il tempo e lo spazio sono gli stessi: ciascun episodio accade  durante la notte di San Silvestro in un hotel il cui protagonista indiscusso è Ted (interpretato da Tim Roth), alla sua prima esperienza da fattorino di turno.

Ad ogni stanza è assegnato un regista e ad ogni regista un titolo: potremmo parlare di quattro corti in una grande ed esuberante pellicola. Il primo episodio si intitola “Strano intruglio” di A. Anders in cui quattro streghe cercano di rievocare la loro amata dea con strani e assurdi ingredienti per creare un intruglio magico. Qui vedremo Madonna interpretare una delle protagoniste. Il secondo episodio “L’uomo sbagliato” di A. Rockwell, in cui Ted si trova per caso ad affrontare una scena folle di gelosia tra un uomo e una donna. Il terzo, “I cattivi” di R. Rodriguez, in cui il fattorino dovrà fare da baby-sitter ai figli di un mafioso, interpretato da Antonio Banderas; infine nel quarto “L’uomo di Hollywood”, di Quentin Tarantino, Ted si ritroverà nel mezzo di una scommessa in cui un uomo riuscirebbe a salvare il proprio mignolo dall’essere tagliato accendendo un Zippo dieci volte. In quest’ultimo Tarantino interpreta uno dei personaggi insieme a Bruce Willis.

L’ultimo episodio è un chiaro riferimento al ruolo stravagante di Tarantino nel mondo di Hollywood, con le sue idee “bukowskiane” che si riflettono immancabilmente nei suoi film. Continui i riferimenti al cinema nel cinema, come “Il ragazzo tuttofare” di Jerry Lewis, o a “L’uomo del sud” di Hitchcock da cui nasce l’idea della scommessa. Insomma Tarantino ha voluto omaggiare un cinema del passato dal quale sono nate, senza alcun dubbio, le caratteristiche attuali del cinema odierno. Tarantino potrebbe essere un Hitchcock moderno? Forse per certi aspetti sì.

Sta di fatto che “Four rooms” è un film insolito, definito da molti volgare e con scarsi contenuti. Sicuramente non stiamo parlando di un grande capolavoro, ma a suo modo, per gli amanti del genere “pulp” è diventato una sorta di cult imperdibile.

Perchè guardare questo film? Perchè le storie di “ordinaria follia” (come diceva qualcuno) sfiorano il genere comic nello stile e nell’argomento, a dimostrazione del fatto che il cinema moderno difficilmente classifica “in generi” e che proprio ogni genere si mescola abilmente in uno stravagante puzzle: ce n’è per tutti i gusti in questa pellicola.

E poi, come non innamorarsi della colonna sonora dei Combustible Edison? La canticchierete nei giorni successivi, potete starne certi!

Buona visione!

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2 risposte a LA FABBRICA DEI SOGNI

  1. L’ho rivisto pur io volentieri. Roooom servicccce.

  2. loscalzo1979 ha detto:

    Visto diverse volte, piace sempre un monte, Roth e Tarantino fantastici

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