Capaci di reagire

Per il ventunesimo anniversario che ricorre dalla strage di Capaci e dalla morte del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Falcone e degli agenti di scorta Rocco Dicillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro, volevo condividere con voi un mio piccolo post lasciato su facebook:

“Io amo la Sicilia, e amo Palermo, ci sono stato per diverso tempo.
certo, c’è il paesaggio, la gente, la convivialità delle città del sud, la passione dei palermitani, ma quello che mi ha sempre lasciato esterrefatto è un senso di “sospeso”, una sensazione di incompiuto, che è davvero difficile da far capire, ma esiste, è presente, è per le strade, è nei discorsi della gente che non ha mai smesso di lottare contro la mafia, è nelle locandine affisse in giro, nelle scritte sui muri della città.
I palermitani non hanno dimenticato Falcone, sua moglie, gli uomini della scorta, Palermo vive nella continua lotta tra ciò che sarebbe potuto essere e ciò che è stato dopo la morte di Falcone e, quindi, di Borsellino.
Sta anche a noi italiani non disperdere il ricordo ma, soprattutto, i valori di lotta alla Mafia, alla criminalità organizzata, alla politica, di qualsiasi provenienza, contigua a questo squallido sistema criminale.
STA A NOI ITALIANI TENERE VIVO IL RICORDO, STA A NOI ITALIANI PORTARE AVANTI I VALORI CHE QUESTI MAGISTRATI E QUESTI UOMINI CI HANNO TRASMESSO.
Che il giudice Falcone, sua moglie, gli uomini della scorta, possano riposare in pace.”

Ecco, non dobbiamo mai smettere di ricordare, non dobbiamo mai smettere di lottare. Qualche settimana dopo, come sapete, fu la volta di Paolo Borsellino, un uomo che proprio dopo Capaci sapeva di essere ormai con le spalle al muro, dead man walking, perché c’era sì la Mafia, ma c’era anche uno Stato complice, silente, che compiva gesti anomali, gravissimi. Che di fatto, al di là delle solite parole intrise di retorica, isolò i giudici.

Ma Palermo non fu indifferente. Ecco cosa accadde il giorno del funerale degli agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Claudio Traina, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli (i funerali di Stato vennero rifiutati dalla moglie, Agnese Borsellino, scomparsa proprio qualche giorno fa):

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O mi si ama o mi si odia.
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