LA FABBRICA DEI SOGNI

Buongiorno a tutti cinefili!

Oggi cominciamo il fine settimana con una “Nuova Onda”, nel vero senso della parola. Vi propongo una corrente che più tanto nuova non è, tanto da essersi inserita nel mondo cinematografico trasformandone gli elementi più significativi ormai da oltre sessant’anni. Sto parlando della “Nouvelle Vague”, movimento fondato da un gruppo di cineasti francesi che alla fine del 1950 si imposero contro le  strutture e le norme che stabiliva il cinema francese fino a quel momento.

Il nome “Nouvelle Vague” nasce quando alcuni critici e scrittori della rivista “Cahiers du Cinema”, fondata nel 1951 da André Bazin, decidono di irrompere nel mondo del cinema con una nuova produzione cinematografica.

Secondo questi critici, i film che interpretano nel modo migliore questo tipo di cinema sono quelli che riducono al minimo la manipolazione artificiale attraverso telecamere , cercando di avvicinarsi il più possibile alla realtà. Le opere che risvegliano questa nuova tendenza saranno, sicurmente, “I 400 colpi” di Truffaut e “Hiroshima mon amour” di Resnais che riscossero un grande successo e diversi premi.

Le caratteristiche fondamentali della “Nouvelle Vague” sono in contrasto con il cinema hollywoodiano di quegli anni: l’improvvisazione e la spontaneità sia nella sceneggiatura, sia nella recitazione: attori giovani che si lanciano nell’improvvisazione; pochi soldi a disposizione; illuminazione naturale, con fotografia in bianco e nero; telecamera leggera (8-16 mm).

Insomma, un cinema realista capace di riaffermare un nuovo punto d’osservazione della telecamera che scruta altri punti di vista, più naturali, più veri.

Lo stile di queste pellicole si avvicina molto a quello del reportage, senza bisogno di grandi scenografie: il set è in movimento o montato in pochi minuti, o in certi casi neanche esiste.

È interessante considerare quanto questo movimento sia stato influenzato dal grande Neorealismo italiano, riprendendone la spontaneità ma distaccandosene per i chiari riferimenti alla propria personalità: possiamo dire infatti che mentre il Neorealismo guarda dall’interno verso la realtà circostante esterna, la Nouvelle Vague guarda da fuori verso il “dentro” dei personaggi, dietro ai quali si nascondono storie reali e personali degli autori e dei registi.

Possiamo dunque parlare di una ripresa, nonchè riscoperta del cinema d’autore, sotto tutti i punti di vista.

Perchè avvicinarsi a questa corrente? Perchè è un’esperienza di cinema completamente diversa, molto più immediata e spontanea con un distacco rispetto a un tipo di pellicole standard e convenzionali alle quali siamo abituati. L’origine del cinema europeo risiede anche in questa “onda” ed è interessante osservare come un tipo di cinema sperimentale come questo abbia influenzato registi e sceneggiatori di epoche successive, cambiando completamente la prospettiva: lo spettatore partecipa del film e della storia sentendosi accanto agli attori e godendo dell’immediato, senza aspettarsi nulla di ciò che accadrà, proprio come la realtà. Si parla, infatti, di “splendore del vero”.

Da non perdere: “I 400 colpi”, “Jules et Jim”, “Effetto Notte” di Truffaut; “Fino all’ultimo respiro” di Godard; “La mia notte con Maud” di Eric Rohmer.

Buona “Nouvelle Vague” a tutti!

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Una risposta a LA FABBRICA DEI SOGNI

  1. GP ha detto:

    L’ha ribloggato su The Law of News.

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