Enrico Berlinguer, la questione morale e la memoria infangata

L’11 giugno 2013 si celebrerà il ventinovesimo anniversario dalla morte di Enrico Berlinguer. Quasi 30 anni, il solo pensarci dà i brividi.

Enrico Berlinguer morì a Padova dopo aver tenuto un comizio in Piazza della Frutta il 7 giugno 1984, colpito da un ictus mentre era sul palco. Perse la vita pochi giorni dopo in un letto d’ospedale. Nonostante tutto, Enrico Berlinguer andò avanti fino alla fine del suo discorso. Solo una grande forza di volontà e un amore smisurato per la politica hanno reso possibile un fatto simile, quasi sovrumano. E lo dico pur non essendo mai stato comunista, ma con il rispetto e l’ammirazione che si deve ai grandi uomini.

Enrico Berlinguer ci parlava della “questione morale”, ci parlava di quali erano le fondamenta del nostro Stato di diritto, del valore del parlamentarismo e della Costituzione.

Questo Paese ha buttato nel cassonetto della spazzatura il supremo organo legislativo italiano, il Parlamento, piaccia o no da anni si va avanti a colpi di Decreti Legge in barba all’articolo 76 della Costituzione, e il Governo fa e disfa a suo piacimento. Il Parlamento converte, modifica qualche dettaglio, e via, abbiamo una nuova legge. Il potere legislativo in Italia è DI FATTO sottomesso al potere esecutivo. Chi denuncia, tra le attuali forze politiche presenti in Parlamento, la gravità assoluta di questa situazione?

Chi denuncia l’indecenza della distruzione delle conversazioni tra Napolitano e Mancino, che sono lo specchio e al contempo la radice di ciò che viene comunemente definita come la “trattativa Stato-Mafia” che ha ucciso due servitori dello Stato, Falcone e Borsellino?

Chi denuncia lo SCANDALO di un Governo che vuole modificare la Costituzione per permettere a una Commissione Speciale supportata da 35 “saggi” di modificare a sua volta la Costituzione stessa e di cambiare le regole del nostro Stato di Diritto? Se non è EVERSIONE questa, ditemi voi qual’è.

Chi vuole che venga calendarizzata IMMEDIATAMENTE la questione dell’ineleggibilità del Senatore Berlusconi Silvio in base alla legge 461/57, articolo 10, comma 1? Ora alla Presidenza della Giunta per le Elezioni del Senato c’è un esponente di SEL, Dario Stefàno. Che Nichi Vendola chieda al Suo eletto di mettere SUBITO all’ordine del giorno questo tema, e vediamo chi è a favore e chi è contro, altro che retoriche chiacchiere sulla Democrazia che viene tirata fuori solo quando fa comodo, mentre la si calpesta giorno dopo giorno da 20 anni, a destra come a sinistra, basti pensare agli articoli 11 e 33 della Costituzione, solo per fare un esempio.

Ma tanto si parla, si blatera dalla mattina alla sera e poi, pur di entrare in Parlamento, ci si allea con i partiti che hanno violato e violano sistematicamente, ogni giorno, la Costituzione italiana.

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O mi si ama o mi si odia.
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