LA FABBRICA DEI SOGNI

Salve a tutti cinefili!

Oggi vorrei parlarvi di un film che ho visto in Spagna qualche giorno fa, dal titolo Lawrence Anyways, presentato al Festival di Cannes nel 2012 ha ottenuto due importanti premi: miglior attrice protagonista e miglior regia.

Questa pellicola è da definirsi alquanto insolita come scelta stilistica, nonostante la storia sia abbastanza attuale: il regista canadese Xavier Dolan, appena ventiquattrenne, ci sorprende con una trama che da tabù diventa normale e da normale si trasforma in una favola dai colori azzurro e rosso, dalla calma all’ agitazione, dalla depressione alla rinascita e accettazione.

Lawrence è un professore di letteratura inglese che vive in un appartamento di Montreal con la sua ragazza. Vivono una vita molto felice e si amano moltissimo  fino a che, il giorno del suo compleanno, Lawrence confessa a Fred che non può più nascondere il suo forte desiderio di diventare donna. Da quel momento in poi la loro storia prenderà una piega inaspettata, tra giudizi, opinioni sociali, sentimenti e il grande senso di identità che sembra essersi perso nella moralità.

In una scenografia che ricorda Se mi lasci ti cancello , il film è intenso e delicato allo stesso tempo. La telecamera si muove cautamente mostrando sempre la sensazione: un esempio più chiaro potrebbe essere quello per cui, quando due personaggi parlano uno di fronte all’altro, la cinepresa inquadra sempre un lato solo dell’interlocutore, quasi a voler dimostrare la nostra incapacità di cogliere la totalità di una persona quando ci confrontiamo con essa.

E già…Chi di noi può dire di conoscere “l’altro” così bene? L’identità è un concetto che viene fuori con forza e determinazione, come un grido…Ma si placa a contatto con l’esterno, cercando di accettare e di essere accettati. L’accettazione sociale…Un altro grande ricatto morale al quale continuamente il protagonista deve cedere.

Ma, inaspettatamente, l’amore è amore, perchè la persona resta persona. Dopotutto, Lawrence chi è? Non è un uomo, nè una donna, ma solo un nome, il nome di quella persona.

E allora ecco che, per la prima volta con fermezza, lo spettatore non assiste ad una trasformazione fisica, ma ad un’identificazione con se stessi.

Lawrence e Fred compiranno questo cammino rispettando le persone che sono e insegnandoci che, dopotutto, ci innamoriamo solo e soltando quando accettiamo e ci identifichiamo nell’idea più autentica che l’altro ha di se stesso e di noi stessi.

L’integrità non va persa. Ed io non mi perderei questo gioiellino del cinema.

Buon venerdì a tutti!

lawrence image

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