[dis]avventure parigine

Capitolo 6: la cultura

Bisogna dirlo: a Parigi la cultura è molto accessibile. Mostre, eventi, manifestazioni… tutto è a portata di mano, spesso gratuito e disponibile in abbondanza ed eterogeneità. L’unico intralcio al godimento di tale ricchezza è il parigino. Per i parigini, infatti, partecipare ad ogni singolo avvenimento culturale – anche il più insignificante – della loro città è un obbligo quasi morale, un dovere, oltre che un diritto. Collezionare partecipazioni ad eventi culturali e non perdersi l’irrilevante esposizione dell’artista più sconosciuto e, dunque, più ricercato del momento è molto cool, significa essere “branché” (letteralmente, “collegato” → “alla moda”), insomma, fa figo. Li sentirete interrogarsi a vicenda: « Tu t’es fait Matisse? Tu es allé voir Munch à Pompidou? Tu t’es fait Diane Arbus au Jeu de Paume?” [“Ti sei fatto Matisse? Sei andato a vedere Much al Pompidou? Ti sei fatto Diane Arbus al Jeu de Paume?] (cit. mylittleparis.com). Questo metterà automaticamente i bastoni fra le ruote alla vostra genuina voglia di acculturarvi. Trovare file chilometriche davanti a musei come il Louvre o l’Orsay è piuttosto normale; che le mostre di Lichtenstein o Braque siano piene non stupisce; che manifestazioni come la Nuit Blanche o Les Journées du Patrimoine generino code e folla è scontato e ancora accettabile. Ma quando per la visita dei passages couverts [passaggi al coperto] o della Petite Ceinture [vecchia rete ferroviaria] trovi tutto prenotato per i successivi tre mesi o quando il museo delle lettere e dei manoscritti è affollato come la Salerno-ReggioCalabria ad agosto, capisci che qualcosa non va. Fruire della cultura, allora, diventa impossibile. Oppure aguzza l’ingegno. Comincerai ad adottare le strategie più impensabili, le soluzioni più assurde, i compromessi più mortificanti. “Allora il week-end è bandito. Proviamoci martedì; chi vuoi che ci vada il martedì?!”; “Ci andiamo alle 23:00?”; “Potrei darmi malato, così ci vado di mattina in settimana”; “C’è un posto libero a maggio 2014..” “Prenotalo subito!”. Ma sarà tutto inutile. La fila è l’inevitabile, inesorabile, ineluttabile destino di chi sceglie Parigi.les parisiens-les expos

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"Si comienzas cambiando tú, ya estas cambiando el mundo.."
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