Federico Fellini

L’altro giorno guardavo su Sky Arte (a proposito, buon compleanno a una delle poche realtà di spessore nella divulgazione culturale di massa in Italia) un documentario sulla storia del cinema e i suoi grandi registi. Ovviamente l’Italia, assieme all’industria cinematografica statunitense e francese, la faceva da padrona. Certo, Hollywood era pur sempre Hollywood, l’America era l’America, where dreams come true, ma i grandi maestri della rivoluzione cinematografica mondiale sono stati Chaplin, Bergman e il nostro Federico Fellini, dunque un inglese, uno svedese e un italiano. La Francia si distinse, naturalmente, per la particolarità della sua “Nouvelle Vague“, ma non solo.

I film di Fellini erano capaci di mescolare con una grandissima forza magnetica elementi tra i più disparati e disperati. La fede e il sesso, atmosfere tragiche e brillanti.

Dunque come non pensare a uno dei suoi film di maggior successo, tra i più rinomati di sempre: “La Dolce Vita”, con nomi altisonanti ed immensi, Marcello Mastroianni in primis, e la superba capacità di Fellini nel mettere assieme in modo magistrale notte e giorno, fango e acqua pura, miseria e nobiltà, citando la commedia napoletana.

Vi proponiamo questo spezzone, certi che sarà di vostro gradimento.

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O mi si ama o mi si odia.
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