LA FABBRICA DEI SOGNI

È difficile separare il concetto di film da quello di cartone animato, che inevitabilmente viene spesso attribuito a una proiezione per bambini. Quando però questo stile viene usato per proporre contenuti molto più difficili da digerire per un pubblico troppo giovane, allora il contrasto diventa ancor più forte. Probabilmente la delicatezza di un disegno rende la trama ancora più dura se già lo è o ancora più tenera se ne possiede almeno alcuni elementi.

Nel caso di Una tomba per le lucciole, pellicola del 1988 di Isao Takahata questo discorso vale in modo ancor più evidente.

La storia è cruda e dura. Narra la vicenda di due fratelli, un bambino e una bambina che cercano invano di superare le difficoltà della guerra. Siamo infatti nel 1945 e in pieno secondo conflitto mondiale, i due ragazzini si ritrovano senza genitori a cercare di sopravvivere a quel che gli aspetta. La dolcezza e la delicatezza non soltanto delle immagini, quanto della relazione che li lega è davvero toccante. La fragilità dei loro pensieri, in netto contrasto con la durezza degli eventi, calca ancor di più l’innocenza di due ragazzini che sono stati vittime di una situazione talmente grande da non poterla spiegare nè assumere mentalmente.

Ciò che rende ancor più commovente la pellicola, sono i momenti di gioia tipici dell’infanzia che sembrano completamente separati dal resto delle scene, in un’alternanza a dir poco intermittente. Un attimo si sorride e quello dopo si compiange la tenerezza.

Il film scorre come un fiume in piena, senza momenti vuoti. Lo spettatore è catturato dagli eventi e dal destino dei protagonisti, in un continuo di accattivanti piani sequenza.

Le lucciole nella notte, che si associano alle luci dei missili e degli aerei sembrano essere delle piccole speranze di miglioramento che i sogni e i discorsi dei bambini rivelano continuamente.

Il cinema ci ha regalato tante rappresentazioni riguardo la guerra, ma questa è una delle più dure e crude che ci offre, proprio perchè tutto è suggerito ed espresso dalla naturalezza dei due piccoli protagonisti.

Assolutamente consigliato anche e soprattutto ad un pubblico adulto.

Una_tomba_per_le_lucciole image

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Una risposta a LA FABBRICA DEI SOGNI

  1. loscalzo1979 ha detto:

    La prima volta che l’ho visto ho pianto tantissimo, è stupendo e triste allo stesso tempo

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